Be the driver you wanted to be. Non è solo una frase, ma la filosofia alla base della BeDriver Academy, il programma BeDriver dedicato a chi vuole trasformare la passione per il motorsport in un percorso concreto di crescita in pista.
Ogni pilota parte da un punto diverso. C’è chi deve costruire esperienza, chi vuole tornare a competere dopo anni di assenza e chi desidera trasformare le prime esperienze in un vero programma agonistico.
Tarek Fahmy, Marco Premoli e Alessandro Cenedese raccontano tre storie differenti, accomunate dallo stesso metodo: test, coaching, analisi dati, lavoro sul setup e confronto costante con un team professionale.
Diventare un pilota non significa semplicemente andare forte. La velocità è soltanto uno degli elementi che entrano in gioco quando si affronta una vettura come la Porsche 911 GT3 Cup e ci si prepara a competere in un campionato.
La BeDriver Academy nasce proprio con l'obiettivo di accompagnare ogni driver attraverso un percorso strutturato e personalizzato, partendo dal livello di esperienza e dagli obiettivi individuali.
Le attività comprendono giornate di test, coaching in pista, analisi dei dati, lavoro sul setup e preparazione alle competizioni. Un approccio che permette di trasformare ogni sessione in pista in un'occasione concreta di apprendimento.
Il progetto ha già portato diversi piloti a confrontarsi con campionati e circuiti internazionali, creando un collegamento diretto tra formazione e competizione.
La storia di Tarek Fahmy è quella di un percorso costruito passo dopo passo. Quando entra nella BeDriver Academy nel 2025, Tarek inizia un programma di sviluppo pensato per acquisire sempre maggiore confidenza con la Porsche 911 GT3 Cup e con le dinamiche del motorsport competitivo. Test, coaching, analisi dei dati e lavoro con il team diventano gli strumenti attraverso cui costruire le basi del proprio percorso.
Il primo vero confronto con il campionato arriva nel corso della stagione 2025, quando Tarek prende parte ad alcuni appuntamenti del Porsche Sprint Challenge Suisse. Mugello e Misano rappresentano due passaggi importanti: non semplicemente weekend di gara, ma occasioni per trasformare il lavoro svolto durante i test in esperienza concreta in pista. A Mugello arriva anche il suo primo P5 di categoria, un risultato che conferma la progressione già evidenziata durante il percorso Academy.
La crescita continua durante l'inverno e nel 2026 Tarek affronta un programma ancora più strutturato. Prima dell'inizio della stagione PSCS prende parte al Porsche Sprint Challenge Southern Europe a Barcellona, dove conquista il P7 in Gara 1 e il P6 in Gara 2, dopo aver ottenuto la quarta posizione in qualifica per entrambe le gare. Un weekend che dimostra quanto il lavoro svolto nei mesi precedenti stia iniziando a tradursi in maggiore velocità, gestione della gara e consapevolezza.
Il passaggio più importante arriva con la conferma di Tarek come pilota BeDriver per l'intera stagione 2026 del Porsche Sprint Challenge Suisse. Quello che era iniziato come un percorso di formazione all'interno della Academy diventa così un vero programma agonistico continuativo.
Portimão, Monza e Imola diventano nuove tappe di questo processo. Il secondo posto di categoria conquistato a Monza e i risultati ottenuti a Portimão confermano una progressione sempre più solida, mentre a Imola il lavoro si concentra soprattutto sulla continuità e sulla capacità di essere competitivo sessione dopo sessione. Due P6 in qualifica e il P6 in Gara 1 raccontano un pilota che sta costruendo il proprio ritmo all'interno di un gruppo competitivo.
Ma il valore del percorso di Tarek non si misura soltanto attraverso le classifiche. Il suo programma rappresenta uno degli esempi più concreti della filosofia BeDriver Academy: partire dalle basi, accumulare esperienza, affrontare progressivamente situazioni sempre più impegnative e trasformare ogni chilometro percorso in uno strumento di crescita.
Dalla prima giornata di test sulla GT3 Cup alla partecipazione a un'intera stagione di campionato, il percorso di Tarek dimostra come la formazione possa trasformarsi, con metodo e continuità, in competizione.
Il percorso di Marco Premoli è invece la storia di una preparazione costruita con metodo. Nel 2026 Marco affronta un intenso programma di test all'interno della BeDriver Academy con un obiettivo preciso: prepararsi al debutto nel Porsche Sprint Challenge Suisse.
Il programma parte a febbraio con le attività BeDriver Academy tra Portimão e Barcellona e prosegue con le sessioni di Misano e i test ufficiali del Porsche Sprint Challenge Suisse al Paul Ricard. Il lavoro non si concentra solamente sul miglioramento del tempo sul giro.
Ogni sessione permette di lavorare su adattamento alla pista, gestione della vettura, analisi dei dati e comprensione del comportamento della Porsche 911 GT3 Cup. A Portimão, durante le giornate di test che hanno preceduto il primo appuntamento stagionale, Premoli ha continuato il proprio percorso di preparazione insieme a Tarek Fahmy e allo staff tecnico BeDriver.
Il passo successivo arriva a Imola, dove BeDriver porta per la prima volta quattro Porsche 911 GT3 Cup in pista nel Porsche Sprint Challenge Suisse, schierando contemporaneamente Alessandro Cenedese, Tarek Fahmy, Matteo Rovida e Marco Premoli.
Per Premoli, questo rappresenta un passaggio importante: il lavoro svolto durante mesi di test si trasforma progressivamente in esperienza competitiva.
Il percorso di Marco racconta un aspetto fondamentale del motorsport: prima del risultato viene la preparazione. Non tutte le giornate in pista devono necessariamente terminare con un trofeo.
Ogni chilometro può servire a comprendere meglio la vettura, migliorare un riferimento di frenata, lavorare sulla traiettoria o imparare a leggere i dati. È proprio questa mentalità che permette a un pilota di costruire basi solide per affrontare competizioni sempre più impegnative.
La storia di Alessandro Cenedese è probabilmente quella che più rappresenta il concetto di rimettersi in gioco. Dopo sei anni lontano dalle competizioni, Cenedese sceglie di tornare in pista insieme alla BeDriver Academy.
Il suo ritorno avviene al volante della Porsche 911 GT3 Cup, una vettura che richiede precisione, tecnica e una gestione estremamente efficace di frenata, trasferimenti di carico e pneumatici.
Il debutto nel Porsche Sprint Challenge Suisse arriva a Monza. Il primo weekend è già un segnale importante: Cenedese conquista la P4 in qualifica, chiude P4 in Gara 1 e sale sul podio in Gara 2.
Ma è a Imola che arriva il salto di qualità.
Il lavoro svolto tra un appuntamento e l'altro porta Cenedese a vivere un weekend da protagonista all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Alessandro conquista una doppia pole position e porta a casa la sua prima vittoria nel Porsche Sprint Challenge Suisse.
Un risultato particolarmente significativo perché arriva a pochi mesi dal suo ritorno alle competizioni e dopo un percorso costruito attraverso preparazione, coaching, analisi dati e lavoro con il team.
Il risultato di Imola non rappresenta quindi un episodio isolato, ma la conseguenza di un processo. Il ritorno in pista, il recupero del feeling con la vettura, il lavoro sui dettagli e la progressiva crescita del ritmo hanno creato le condizioni per arrivare a competere per le posizioni di vertice.
La storia di Cenedese dimostra che il motorsport non segue necessariamente un percorso lineare. A volte una carriera può fermarsi. A volte gli impegni personali o professionali possono allontanare dalla pista. Ma questo non significa che il percorso debba necessariamente finire.
Con il giusto programma di preparazione, un team competente e obiettivi realistici, è possibile tornare a costruire velocità, fiducia e competitività.
Tarek Fahmy, Marco Premoli e Alessandro Cenedese hanno storie differenti.
Tarek ha trasformato l'esperienza Academy in un programma completo nel Porsche Sprint Challenge Suisse.
Marco ha costruito il proprio percorso attraverso un intenso programma di test e preparazione verso il debutto agonistico.
Alessandro è tornato alle competizioni dopo sei anni, arrivando in pochi mesi alla sua prima vittoria nel campionato.
Tre percorsi diversi, ma con un elemento comune: nessun risultato arriva per caso.
Dietro una posizione in griglia, un podio o una vittoria ci sono ore di lavoro, dati da analizzare, briefing, debriefing, setup da perfezionare e chilometri da percorrere. È questo il valore della BeDriver Academy: creare un percorso nel quale ogni pilota possa lavorare sui propri punti di forza, comprendere quelli da migliorare e costruire progressivamente il proprio modo di essere competitivo.
La frase “Be the driver you wanted to be” racchiude proprio questa filosofia.
Non significa promettere a ogni pilota un risultato.
Significa creare le condizioni per crescere.
Per chi parte da un track day e vuole avvicinarsi alle competizioni. Per chi vuole migliorare le proprie performance su una GT3 Cup. Per chi sogna di correre un campionato. E anche per chi, dopo anni lontano dalle gare, decide di rimettersi il casco e tornare a competere.
La BeDriver Academy mette a disposizione un ambiente professionale nel quale passione, metodo e motorsport lavorano nella stessa direzione.
Perché ogni pilota ha una storia diversa.
E il prossimo capitolo potrebbe iniziare proprio in pista.
Be the driver you wanted to be.