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La Giornata Mondiale per l’Ambiente

La Giornata Mondiale per l’Ambiente è un momento fondamentale per riflettere sull’impatto delle attività umane sul pianeta e promuovere comportamenti più sostenibili.

Anche il mondo del motorsport, spesso percepito come sinonimo di inquinamento dell’ambiente, può contribuire a un futuro più green.

Per team e piloti, adottare pratiche rispettose dell’ambiente non significa rinunciare alle prestazioni, ma integrare innovazione, tecnologia e responsabilità.

In questo articolo, vedremo come il settore delle competizioni Porsche stia affrontando la sfida delle emissioni e dei consumi, individuando soluzioni concrete per combinare sostenibilità e performance.

Emissioni e consumi nei campionati Porsche: performance e sostenibilità

Nel motorsport moderno, soprattutto in competizioni monomarca come quelle targate Porsche, il tema delle emissioni e dei consumi è diventato centrale non solo per motivi regolamentari ma anche per rispondere alle aspettative di fan e partner orientati alla sostenibilità ambientale.

Motori ad alte prestazioni e consumo di carburante

I veicoli da competizione come le 911 GT3 Cup e le vetture della Porsche Carrera Cup Italia utilizzano motori a combustione interna ad alte prestazioni.

Questi motori sono progettati per massimizzare potenza, risposta e durata in gara, e ciò si riflette in un consumo di carburante decisamente superiore rispetto alle auto stradali standard.

Per fare un paragone, alcuni modelli Porsche stradali ad alte prestazioni hanno consumi di circa 8–13 l/100 km con emissioni di 188 – 310 g/km in condizioni di guida regolari secondo dati WLTP; queste cifre mostrano quanto sia alta la richiesta energetica delle motorizzazioni potentemente spinte anche lontano dall’ambiente da corsa.

Nel contesto di gara, le vetture Cup consumano carburante in modo molto più intenso durante i giri cronometrati, con strategie di rifornimento studiate per bilanciare peso, prestazioni e durata della gara — il che richiede un uso efficiente del carburante pur mantenendo alti livelli prestazionali.

Transizione verso carburanti sostenibili

Per ridurre le emissioni complessive, Porsche ha implementato l’uso di carburanti più sostenibili nelle competizioni:
- Nel Porsche Mobil 1 Supercup 2024, tutte le vetture hanno corso utilizzando eFuels, carburanti sintetici potenzialmente quasi neutrali in termini di CO₂. Questi carburanti sono prodotti con idrogeno rinnovabile e CO₂ catturata dall’aria, ottenendo così una combustione che può portare a un bilancio di emissioni significativamente inferiore rispetto ai carburanti tradizionali.
- Anche il Porsche Sixt Carrera Cup Deutschland nel 2025 ha adottato carburante sintetico “DTM Pro Climate” per la stagione, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO₂ nei vari fine settimana di gara.
- In alcune serie come la Carrera Cup Scandinavia, è stato siglato un accordo per l’uso di carburanti con una percentuale crescente di componenti fossili-free, fino ad alti livelli (ad esempio il 33% di componenti bio/fossili free), con l’obiettivo di progredire verso un carburante completamente sostenibile.
- Carrera Cup Italia: anche in Italia, il campionato promuove carburanti sostenibili nelle gare, adottando miscele con percentuali crescenti di componenti bio/fossili-free.
Queste iniziative non solo riducono l’impatto diretto delle emissioni di gas serra, ma fungono anche da banco di prova per tecnologie che potrebbero, in futuro, trasferirsi nelle auto stradali ad alta prestazione.

Misurare e compensare le emissioni in pista

Nei campionati ufficiali come la Porsche Carrera Cup Italia, l’impegno verso la sostenibilità include anche la contabilizzazione delle emissioni e la loro mitigazione.

Secondo i report di sostenibilità ISO 20121, le attività legate alla competizione (gare, qualifiche, test) producono quantità significative di CO₂ equivalente, che vengono identificate e gestite, con progetti di compensazione attraverso crediti di carbonio per ridurre l’impatto netto dell’evento.

Perché è importante nel motorsport italiano

Per team come BeDriver, che operano nel mondo del motorsport italiano e internazionale, comprendere e comunicare questi aspetti non è solo una questione di responsabilità ambientale, ma anche di reputazione, di attrattività per sponsor più attenti all’impatto ambientale e di visione strategica nel lungo periodo.

L’adozione di tecnologie e carburanti sostenibili può anche diventare un punto di differenziazione per piloti e team che vogliono mostrarsi innovativi e responsabili a un pubblico sempre più attento all’ambiente.

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